Per acquistare un immobile in Italia sono necessari diversi documenti fondamentali. L'acquirente deve presentare un documento di identità valido e il codice fiscale (o, per i cittadini stranieri, un codice fiscale rilasciato dall'Agenzia delle Entrate italiana). Dal lato dell'immobile, occorre la visura catastale aggiornata, la planimetria catastale, il certificato di agibilità o abitabilità, l'attestato di prestazione energetica (APE) in corso di validità e tutta la documentazione urbanistica che attesti la conformità edilizia dell'immobile. In caso di immobile in condominio, è necessaria anche una dichiarazione dell'amministratore relativa alla regolarità dei pagamenti delle spese condominiali. Il nostro studio si occupa di raccogliere e verificare ogni documento, segnalando eventuali criticità prima della firma del contratto preliminare.
Domande sulla compravendita
Le questioni più frequenti che riceviamo da chi sta acquistando o vendendo un immobile in Italia.
Il contratto preliminare (detto anche compromesso) è l'accordo con cui le parti si impegnano a stipulare il contratto definitivo di compravendita entro una data stabilita. Ha valore vincolante e prevede generalmente il versamento di una caparra confirmatoria. Il rogito notarile, invece, è l'atto pubblico redatto dal notaio che trasferisce effettivamente la proprietà dell'immobile dall'alienante all'acquirente. Solo con il rogito e la successiva trascrizione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari il trasferimento diventa opponibile ai terzi. Il nostro studio assiste i clienti nella redazione di entrambi gli atti, assicurandosi che le clausole contrattuali tutelino adeguatamente i loro interessi e che non vi siano vincoli, ipoteche o trascrizioni pregiudizievoli sull'immobile.
Presso Prime Estate Law Group, la prima consulenza telefonica è completamente gratuita e senza impegno. Questo primo colloquio ci permette di comprendere la vostra situazione e valutare la complessità della pratica. Per le consulenze successive e per gli incarichi professionali, gli onorari vengono concordati in modo trasparente prima dell'inizio dell'attività, sulla base della tipologia di servizio richiesto, del valore dell'operazione e dell'impegno previsto. Offriamo sia tariffe a forfait per le pratiche standard sia tariffe orarie per le attività di consulenza continuativa. In ogni caso, riceverete un preventivo scritto dettagliato prima di assumere qualsiasi impegno economico.
La caparra confirmatoria è una somma di denaro che l'acquirente versa al venditore al momento della firma del contratto preliminare, a garanzia dell'impegno assunto. Se l'acquirente si ritira dalla compravendita senza giusta causa, perde la caparra versata. Se invece è il venditore a recedere, deve restituire all'acquirente il doppio della caparra ricevuta. In alternativa, la parte non inadempiente può agire in giudizio per ottenere l'esecuzione forzata del contratto o il risarcimento del danno. L'importo della caparra è negoziabile, ma generalmente si attesta tra il 5% e il 15% del prezzo di vendita. Il nostro studio vi consiglia sull'importo più adeguato e redige le clausole contrattuali in modo da proteggere al massimo i vostri interessi.
Domande sulle locazioni
Tutto ciò che dovete sapere sui contratti di affitto, i diritti del locatore e del conduttore, e la gestione delle controversie.
In Italia esistono diverse tipologie di contratto di locazione residenziale. Il contratto a canone libero (4+4) ha una durata minima di quattro anni, rinnovabile automaticamente per altri quattro, e il canone è liberamente concordato tra le parti. Il contratto a canone concordato (3+2) prevede un canone calmierato secondo gli accordi territoriali tra le associazioni di categoria, con una durata di tre anni più due di rinnovo automatico, e offre vantaggi fiscali sia al locatore sia al conduttore. Esistono poi i contratti transitori (da 1 a 18 mesi) per esigenze temporanee documentate e i contratti per studenti universitari (da 6 a 36 mesi). Ogni tipologia ha requisiti specifici e il nostro studio vi aiuta a scegliere la formula più adatta alla vostra situazione.
Quando un inquilino non paga il canone di locazione, il locatore ha diverse opzioni. Il primo passo è inviare una diffida formale tramite raccomandata o PEC, intimando il pagamento entro un termine ragionevole. Se il conduttore non adempie, il locatore può avviare la procedura di sfratto per morosità presso il tribunale competente. Questa procedura è relativamente rapida: il giudice, verificata la morosità, emette un'ordinanza di convalida dello sfratto con fissazione della data di rilascio dell'immobile. In caso di mancato rilascio spontaneo, si procede con l'esecuzione forzata tramite ufficiale giudiziario. Il nostro studio gestisce l'intera procedura, dalla diffida iniziale all'eventuale esecuzione, tutelando i diritti del locatore e cercando, quando possibile, soluzioni conciliative che evitino i tempi e i costi del giudizio.
Secondo la legge italiana (art. 11 della Legge 392/1978), il deposito cauzionale non può superare le tre mensilità del canone di locazione. Il locatore è tenuto a restituirlo al termine del contratto, al netto di eventuali danni all'immobile documentati o di canoni arretrati non pagati. Il deposito produce interessi legali che devono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno o alla restituzione del deposito. In caso di controversie sulla restituzione, il conduttore può agire in giudizio per ottenere la restituzione della somma dovuta. Il nostro studio assiste sia locatori sia conduttori nella gestione corretta del deposito cauzionale e nella risoluzione di eventuali dispute.
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